Eventi internazionali
Epta Annual Conference

Data:   27/10/2003 - 28/10/2003
Luogo: Berna


(english version)



Introduzione

Nel corso dell'attuale legislatura la Camera dei deputati ha affrontato in numerose occasioni temi inerenti il rapporto tra la persona umana e gli aspetti etici, sociali e di libertà individuale concernenti le persone derivanti dall'utilizzazione di nuove tecnologie o di opzioni scientifiche.
Tra i temi di maggiore importanza vi sono senz'altro i due disegni di legge in tema di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche e di procreazione medicalmente assistita.
Tali occasioni hanno costituito un'occasione interessante per verificare l'adeguatezza delle procedure parlamentari che consentono di approfondire tematiche nelle quali le scelte politiche, più che in ogni altro campo, devono maturare al termine di un adeguato e analitico esame delle questioni in esame.
Nel procedimento legislativo relativo a tali disegni di legge, al fine di favorire lo sviluppo di una decisione parlamentare pienamente informata, consentendo l'acquisizione di tutte le opinioni esistenti nel mondo scientifico e nella "società civile" sono state sperimentate forme di consultazione di esperti del mondo scientifico ed universitario, di esponenti della società civile, dell'associazionismo, delle organizzazioni non governative e di categoria.
L'acquisizione di contributi conoscitivi esterni è avvenuta adoperando le forme parlamentari dell'indagine conoscitiva e delle audizioni in Commissione.
Tali strumenti, previsti in via ordinaria dal regolamento della Camera, hanno avuto una rilevante importanza per l'approfondimento istruttorio di questioni nelle quali la piena conoscenza delle questioni scientifiche e delle implicazioni culturali, etiche, sociali ha costituito un elemento centrale per la discussione e la decisione parlamentare.
Taluni dei contributi forniti e delle idee maturate al termine delle discussioni in sede istruttoria sono poi confluiti in una serie di emendamenti che singoli deputati e le stesse Commissioni hanno poi presentato per l'esame in Assemblea dei provvedimenti di legge; tali emendamenti, approvati dall'Assemblea, hanno in tal modo modificato il testo originario dei disegni di legge.
Tutti i contributi presentati sono stati resi pubblici, essendo stato effettuata la resocontazione stenografica degli interventi, il cui testo in formato elettronico è disponibile sul sito internet. Ciò risponde a logiche di totale trasparenza verso i cittadini per quanto concerne le modalità di determinazione delle decisioni parlamentari all'interno del procedimento legislativo e per la conoscibilità dei contributi "esterni" forniti.
Il metodo seguito in tale occasione risponde ad una tendenza parlamentare a sviluppare il rapporto della Camera con il mondo scientifico su temi che comportano la valutazione di opzioni scientifiche e tecnologiche; oltre ai casi specifici su cui ci si soffermerà brevemente, va infatti ricordato come l'attività del Comitato Vast volta ad acquisire i contributi e le valutazioni del mondo scientifico, della ricerca e produttivo su temi di rilevanza politica attinenti a questioni scientifiche e tecnologiche ha avuto particolare impulso.
Dall'ottobre 2002 all'ottobre 2003 il Vast ha svolto periodicamente Seminari su temi scientifici di rilevanza ed attualità parlamentare, quali le innovazioni tecnologiche e i trasporti, lo stato della ricerca scientifica in Italia, le prospettive della politica aerospaziale italiana ed europea, la politica industriale italiana per l'information technology, l'innovazione tecnologica nei distretti industriali. Tutti i contributi espressi, consegnati agli atti parlamentari, sono stati utilizzati in molteplici sedi: ad esempio il Comitato, grazie anche ai contributi forniti dagli esperti chiamati a raccolta, ha elaborato un documento sui temi del Libro Verde sulla politica spaziale predisposto dal Commissario europea per la ricerca Busquin, inviato all'Unione europea come contributo della Camera alla consultazione avviata dall'Unione europea sulla politica spaziale.
Vediamo ora i due casi specifici citati.



Il disegno di legge in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche

In occasione dell'esame alla Camera del disegno di legge di Delega al Governo in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, approvato e trasmesso al Senato ove l'esame è ancora in corso (A.S 1745-B), il raccordo tra osservazioni tecniche provenienti dal mondo scientifico e procedura legislative si è svolto efficacemente alla Camera.
Il disegno di legge, che delega il Governo a recepire la direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 1998, sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in conformità con la sentenza della Corte di giustizia del 9 ottobre 2001, consente la brevettabilità del materiale biologico, nonché del procedimento tecnico di produzione e di impiego del materiale biologico, purché abbia i requisiti dell'invenzione
Le Commissioni competenti per materia (X Comm. Attività produttive e XII Comm. Affari sociali) hanno svolto il 18 e 22 marzo 2002 un'indagine conoscitiva sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, al fine di acquisire i necessari elementi di conoscenza per l'esame in sede referente del provvedimento. In tale occasione sono stati auditi soggetti esponenziali del mondo scientifico e accademico, delle istituzioni coinvolte, delle associazioni civili e del mondo religioso, al fine di acquisire la rappresentazione pluralistica delle posizioni in campo su un tema inerente direttamente la persona umana, quale le biotecnologie.
Sono stati auditi: rappresentanti del Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, organismo consultivo del Governo a cui partecipano esperti e rappresentanti dei Ministeri competenti; rappresentanti del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR); rappresentanti del mondo industriale e della ricerca, quali l'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Assobiotec) e Farmindustria (associazione degli imprenditori del settore farmaceutico); rappresentanti della Società italiana di genetica umana (SIGU); esponenti del mondo religioso (Conferenza episcopale italiana-CEI); docenti universitari ed esperti in materie giuridiche, economiche e di filosofia del diritto.
L'esito di tali audizioni, che ha visto anche la presentazione di memorie, studi e relazioni scritti e di studi, è stata la presentazione di emendamenti di origine parlamentare (di singoli deputati o della Commissioni competenti), poi approvati dall'Assemblea, con la modifica al testo originario presentato dal Governo:
In particolare alcuni degli emendamenti approvati direttamente riconducibili ad osservazioni emerse nel corso delle audizioni concernevano aspetti rilevanti ed innovativi rispetto al contenuto della direttiva comunitaria, quali:
- il richiamo, nel corpo della norma che salvaguarda i precedenti impegni ed Accordi internazionali;
- la previsione del consenso della persona, dalla quale sia stato prelevato o della quale si utilizzi materiale biologico oggetto di una domanda di brevetto, al prelievo e ad ogni sua utilizzazione;
- il divieto assoluto di brevettabilità del corpo umano sin dal momento del concepimento e nei vari stadi del suo sviluppo, ivi compresa la sequenza di un gene: ciò al fine di garantire che il diritto brevettuale sia esercitato nel rispetto della dignità, dell'integrità e dei diritti fondamentali dell'uomo e dell'ambiente; è possibile invece la brevettabilità di elementi isolati del corpo umano e di una sequenza di DNA per la produzione di proteine;
- l'esclusione dalla tutela brevettuale per le invenzioni il cui sfruttamento commerciale sia contrario all'ordine pubblico, al buon costume, alla dignità umana, o contrario alla tutela della salute e della vita delle persone, degli animali o per la preservazione dei vegetali e per la prevenzione di gravi danni ambientali;
- l'esclusione dalla tutela brevettuale per i procedimenti tecnologici di clonazione di un essere umano; il divieto di ogni utilizzo di embrioni umani delle linee di cellule staminali embrionali umane;
- la non brevettabilità delle invenzioni riguardanti protocolli di analisi genetica il cui utilizzo conduca ad una "discriminazione" dei soggetti umani.



Il disegno di legge in materia di procreazione medicalmente assistita

Analogo procedimento ha avuto luogo per l'esame del progetto di legge in materia di procreazione medicalmente assistita (A.C. 47 e abb), il cui testo, approvato dalla Camera il 18 giugno 2002 è attualmente all'esame del Senato (A.S. 1514).
Si tratta di un provvedimento molto rilevante, poiché in Italia non vi è ancora una disciplina legislativa in materia e i contenuti di tale progetto di legge sono stati oggetto di un forte dibattito politico, che ha travalicato le posizioni di schieramento di maggioranza ed opposizioni per concernere posizioni personali dei singoli deputati riconducibili a correnti di pensiero ideale aventi carattere trasversale tra i gruppi parlamentari.
La tematica della fecondazione medicalmente assistita è stata frutto di un approfondito dibattito in sede parlamentare, che si è svolto nel corso delle ultime due legislature (1996-2001; 2001 ad oggi), attraverso l'impiego di una pluralità di strumenti parlamentari (atti di controllo e indirizzo, indagine conoscitiva, audizioni, etc). Le commissioni competenti hanno potuto analizzare con cura le posizioni emerse in sede scientifica, i risultati del lavoro del Comitato nazionale di bioetica e delle diverse commissioni ministeriali istituite a partire sin dal 1994, nonché l'evoluzione della giurisprudenza in materia.
Già nella precedente legislatura la Commissione Affari sociali della Camera, nell'ambito dell'attività istruttoria sulle numerose proposte di legge in materia, aveva svolto un'indagine conoscitiva per approfondire i diversi aspetti della materia, dal punto di vista etico, medico-scientifico e giuridico, attraverso l'audizione di esperti, di rappresentanti degli ordini professionali nonché degli enti e organizzazioni di diverso orientamento etico e religioso. I risultati dell'indagine erano stati esposti nella relazione per l'Assemblea sul testo unificato delle proposte di legge il cui testo è stato approvato dall'Assemblea della Camera il 26 maggio 1999 e trasmesso al Senato che non ne concluse l'esame. In questa legislatura, la XII Commissione Affari sociali della Camera, nell'avviare l'esame delle nuove proposte di legge in materia, ha scelto di acquisire i risultati della precedente indagine conoscitiva, svolgendo audizioni informali al fine di aggiornare il quadro di riferimento generale della materia.
Anche in questo caso particolare attenzione è stata data all'approfondimento scientifico delle tematiche, il cui carattere problematico e talvolta controverso non ha potuto portare ad un consenso talmente vasto da sciogliere i nodi politici che hanno impedito sino ad ora di approvare la legge. Su taluni dei punti più controversi le maggioranze formatesi non sono state tali, infatti, da consentire l'approvazione di un testo omogeneo nel suo complesso.
Il provvedimento approvato dalla Camera disciplina le attività di assistenza alla procreazione tutelando i diritti di tutti i soggetti coinvolti, "compreso il concepito". Il ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale è riservato alle coppie, coniugate o conviventi, eterosessuali e formate da individui maggiorenni, in età fertile e in vita ed è consentito solo qualora le coppie abbiano, per sterilità o infertilità, difficoltà procreative che la scienza medica non è in grado di rimuovere. È vietata la procreazione cosiddetta eterologa (ossia con gameti, maschili o femminili, non provenienti dalla coppia). Le tecniche possono essere applicate solo nelle strutture autorizzate (pubbliche e private), con il consenso informato ed espresso per iscritto di entrambi i richiedenti. Ciascuno dei due può in ogni momento revocare la volontà, salvo che abbia avuto luogo il concepimento.
Il nato con tecniche di assistenza ha lo status di figlio legittimo ovvero di figlio naturale riconosciuto. A tutela del nascituro in caso di procreazione eterologa - non consentita - il coniuge o il convivente della madre non può, se il suo consenso alla fecondazione eterologa risulta da atti concludenti, esercitare l'azione di disconoscimento della paternità, mentre il terzo donatore dei gameti non acquista alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non ha verso di lui né diritti né obblighi.
Specifiche norme curano la tutela dell'embrione e della dignità umana; a tal fine sono vietati: la clonazione umana; la commercializzazione di gameti; la surrogazione di maternità (cd. utero in affitto); la produzione di embrioni umani a fini diversi da quelli previsti dalla legge; la selezione eugenetica degli embrioni e dei gameti; gli interventi di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi (sviluppo extracorporeo dell'embrione); la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere; la sperimentazione sugli embrioni umani (su di essi è invece consentita la ricerca clinica a fini diagnostici o terapeutici); la crioconservazione di embrioni (salvo il caso specificato più oltre) o la soppressione di essi mentre è consentita la crioconservazione dei gameti (maschili e femminili).
Le sanzioni collegate sono, a seconda dei casi, penali e/o amministrative pecuniarie; con la precisazione che gli aspiranti genitori sono punibili solo in caso di dichiarazioni mendaci al fine di accedere alle tecniche. È regolata l'obiezione di coscienza del personale sanitario.



Conclusioni

Gli esempi citati mostrano come la trattazione di tali temi alla Camera sia avvenuta attraverso lo svolgimento di procedimenti legislativi "aperti" ai contributi esterni e nei quali l'approfondimento scientifico e culturale delle questione è stato specifico rispetto all'ordinario procedimento legislativo, pur avvalendosi di strumenti (audizioni, indagine conoscitive, ecc.) generalmente a disposizione delle Commissioni.
Si tratta di una tendenza che nelle materie di rilevanza scientifica si è andata affermando in Parlamento e che si avvale anche dell'operato del Comitato Vast, che, in aggiunta agli ordinari strumenti a disposizione delle commissioni, svolge un'azione di stimolo e di sollecitazione all'approfondimento di temi scientifici di rilevanza politica, anche al di fuori dell'esame di specifici provvedimenti legislativi, anticipando talvolta o sollecitandone l'emanazione e acquisendo, in ogni caso, rilevanti contributi istruttori.



Per ulteriori informazioni:
Segreteria del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Tel. 06/67604562 e Fax 06/67604359