Attivitą del VAST
Modelli statistici per la rilevazione dell'economia sommersa

Data:   22/09/2005
Luogo: Sala del Mappamondo, Palazzo Montecitorio





Desidero innanzitutto ringraziare coloro che, accogliendo l'invito del Comitato dell'Ufficio di Presidenza della Camera per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (VAST), sono presenti al seminario odierno: i relatori e tutte le persone qui convenute.
Quello odierno costituisce l'ottavo appuntamento seminariale organizzato dal Comitato Vast sui temi delle scelte scientifiche e tecnologiche. Come di consueto, l'intenzione del Comitato è quella di porre i temi relativi alla scienza e allo sviluppo tecnologico al centro del quadro di riferimento dell'attività parlamentare.
Il Parlamento,attraverso le indagini conoscitive, le audizioni o i Seminari come quello odierno, intende promuovere il rapporto con gli esperti e gli esponenti del mondo imprenditoriale ed istituzionale, per far sì che l'informazione tecnica possa divenire un passaggio essenziale del processo decisionale all'interno degli organi e delle procedure parlamentari.
Oggetto del presente Seminario è un tema rilevante nell'odierno dibattito economico e politico: il "peso" dell'economia sommersa in Italia.
Si tratta di un tema complesso, per sua natura multidisciplinare, in quanto coinvolge profili di natura giuslavoristica, economica, tributaria, previdenziale, con aspetti di rilevante natura sociale ed antropologica. È dunque un tema di forte rilevanza politica nel quale il Parlamento deve avvalersi dei contributi dei tecnici.
Al fine di tenere conto di tale interazione tra i diversi aspetti del fenomeno abbiamo deciso di impostare i nostri lavori ponendo l'accento sul profilo della rilevazione statistica dell'economia sommersa, con un riflessione di grande importanza sul metodo scientifico per l'inquadramento e la stima del fenomeno. Va altresì affrontato il tema delle differenze tra quello che la collettività percepisce in tema di sommerso, che spesso è percepito come un fenomeno dalle dimensioni inquietanti e quello che viene fotografato dalle rilevazioni statistiche. L'analisi del fenomeno sarà poi allargato, senza pretesa di esaurirne tutti gli aspetti, anche ad alcuni profili economici e sociali, con contributi da parte di eminenti personalità appartenenti a diverse professionalità
Informo che il Vice Ministro per l'economia e finanze prof. Mario Baldassarri, che aveva accettato di partecipare ai nostri lavori non potrà essere presente a causa di impegni sopravvenuti in ragione del proprio incarico a seguito delle dimissioni in data odierna del Ministro dell'economia Domenico Siniscalco.

2. Il peso del sommerso nell'economia italiana

Come confermato da molti autorevoli studi (dal Rapporto annuale dell'ISTAT per l'anno 2004, al rapporto del Censis-Ministero del Lavoro intitolato "Un nuovo ciclo del sommerso" del luglio 2005, al rapporto dell'OCSE "Economic Outlook, Italy, 2005"), il sommerso è un fenomeno diffuso in tutte le aree geografiche del Paese, con una maggiore incidenza nel Mezzogiorno.
Secondo l'analisi del Censis il sommerso perde di peso nell'industria per espandersi nel terziario, presentandosi come fenomeno collegato a settori ad elevata ciclicità e stagionalità. Nel settore dei servizi il fenomeno si concentra non solo in settori a basso valore aggiunto (nei servizi domestici o di assistenza personale, negli esercizi commerciali, nei servizi di ristorazione, in edilizia e in agricoltura, ecc.) ma anche in settori a maggiore contenuto professionale nei quali vi è stata crescita occupazionale nell'ultimo triennio (quali l'intermediazione immobiliare, la consulenza alle imprese, i servizi informatici e l'intermediazione finanziaria).
Il fenomeno si manifesta sia in forme di evasione diffusa sia di irregolarità di lavoro, con l'utilizzo improprio di strumenti di flessibilità: ad esempio con evasione contributiva, evasione fiscale da parte delle imprese e dei singoli, fuori busta e doppie buste paga, utilizzo improprio dei contratti a progetto.
Da un punto di vista sociale il fenomeno che in passato riguardava fasce di popolazione meno tutelata (studenti, disoccupati, pensionati) si interseca ora in misura massiccia con lo sviluppo dei flussi di immigrazione in Italia, che hanno determinato una sorta di ricambio antropologico del sommerso nel corso dell'ultimo decennio.
Il dato di stima del valore aggiunto prodotto dall'area del c.d. sommerso economico in rapporto percentuale al PIL è stato compreso dall'ISTAT, per il 2002, tra un minimo del 15,1 %, pari a 189.705 milioni di euro, ed un massimo del 16,2% , pari a 204.217 milioni di euro. Si tratta di misure considerevoli.
Ci sono altre stime elaborate da enti di ricerca che danno valutazioni superiori. Un dato evidente è che in Italia la ricchezza finanziaria è pari a otto volte il PIL, mentre negli Stati Uniti tale rapporto è pari solo al cinque volte e nella Germania a quattro volte. Anche il dato relativo alle transazioni immobiliari è emblematico: il 40 % del valore reale delle operazioni sfugge al prelievo fiscale, come chi abbia esperienza di atti notarili ben sa, per il comune interesse delle parti di non dichiarare ai notai il reale importo delle transazioni. È di tutta evidenza che in fattispecie come queste servirebbero dei meccanismi virtuosi di contrapposizione tra categorie professionali e utilizzatori dei servizi per generare un'interesse all'emersione di fenomeni come questa.
Sono evidenti le implicazioni che il fenomeno comporta per quanto riguarda il tema dell'ampliamento della base imponibile fiscale e della perequazione del prelievo. Un Paese come il nostro che deve fare i conti con un elevato debito pubblico non può non porsi dunque il problema di far emergere un'economia parallela di tali dimensioni.
Le imprese e le famiglie operanti nel settore dell'economia sommersa possono in tal modo sfuggire agli effetti della politica fiscale sui profitti, sui consumi e sui redditi, con effetti distorsivi sulla distribuzione della ricchezza, sull'efficacia delle manovre finanziarie e sulla flessibilità fiscale. La manovra fiscale di diminuzione del prelievo fiscale sui redditi personali non ha avuto effetto, in quanto un meccanismo virtuoso di taglio delle tasse non incide se vi è un'elevata economia sommersa dietro alla quale vi è un capacità di reddito non rilevata.
L'esistenza di un'economia parallela sommersa non rilevata e della connessa evasione fiscale influisce negativamente anche nella definizione delle scelte di politica economica e finanziaria, in quanto l'assenza di un aggregato economico di tali dimensioni dal dato economico ufficiale incide significativamente nell'analisi del ciclo economico, della struttura e del funzionamento del mercato del lavoro.
D'altronde economia "regolare" e "sommersa" sono correlate, poichè gli economisti ci indicano che esiste un fenomeno di riallocazione delle risorse dal settore regolare a quello del sommerso e viceversa, del quale occorre tener conto nella scelta delle politiche pubbliche. Le scelte economiche del Governo e del Parlamento devono dunque considerare gli effetti che le manovre fiscali possono determinare in termini di emersione o di espansione del settore informale, al fine di comprendere i reali effetti delle scelte di politica economica.
Il tema dell'economia sommersa è da tempo nell'agenda politica e ancora di più lo sarà in futuro. Da quanto si legge nelle anticipazioni sulla stampa del progetto di legge finanziaria, che io peraltro non conosco, vi potrebbe essere l'intenzione di adottare ulteriori misure per la lotta al sommerso, e di utilizzare i maggiori introiti stimati come strumento di copertura per il finanziamento della politica finanziaria.
Nell'attuale legislatura norme ad hoc per incentivare l'emersione del fenomeno sono state introdotte dal pacchetto normativo rappresentato dalla legge 383 del 2001 (c.d. Tremonti-bis), poi emendata dalle leggi n. 222 del 2002 di conversione del decreto-legge n. 195/2002 in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari e n. 266 del 2002 di conversione del decreto-legge n. 210/2002 in materia di emersione del lavoro sommerso.
Il Parlamento ha cercato di contemperare i risvolti sociali del fenomeno con le realtà imprenditoriali sottostanti. Le imprese hanno potuto legalizzare i lavoratori extracomunitari in posizione irregolare, presentando una "dichiarazione di emersione" previo pagamento di un contributo forfetario di 700 euro per lavoratore, stipulando poi un contratto di soggiorno per lavoro subordinato. Il permesso di soggiorno annuale è stato reso rinnovabile a seguito dell'instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato almeno annuale e della intervenuta regolarizzazione della posizione contributiva previdenziale ed assistenziale del lavoratore extracomunitario. Sono state poi istituite presso le Direzioni provinciali del lavoro i Comitati per il lavoro e l'emersione del sommerso (CLES) con componenti designati dai Ministri del lavoro e dell'ambiente, dall'INPS, INAIL, dagli enti territoriali e dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro. Tale organismo riceve e definisce i "piani individuali di emersione" predisposti dalle imprese, nonché da società ed associazioni sportive, artistiche e culturali e da comunità terapeutiche, per la graduale regolarizzazione di lavoratori irregolari, il progressivo adeguamento agli obblighi normativi diversi da quelli fiscali e contributivi e il graduale adeguamento agli obblighi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro in materia di trattamento economico.
Di tali misure e della loro efficacia occorrerà trarre un bilancio obiettivo, secondo uno spirito pragmatico e non ideologico, in grado di mostrare le luci e le ombre, tenendo conto delle forti differenze tuttora esistenti a livello territoriale, e del concreto utilizzo di tali strumenti, ascoltando in primo luogo gli operatori del settore e le forze sociali. Vanno altresì valutate l'efficacia di misure pregresse aventi efficacia indiretta per favorire l'emersione del sommerso, quali l'obbligo di denuncia nominativa all'Inail (e non più al momento dell'eventuale infortunio sul lavoro) e il credito d'imposta sull'occupazione.
Il dibattito sulle misure da adottare nei riguardi dell'economia sommersa deve proseguire, anche in vista delle prossime scadenze legislative ed il dibattito di oggi potrà portare un importante contributo in tale direzione.