Attivitą del VAST
Politica industriale e ricerca italiana per lo spazio nel quadro della politica spaziale europea

Data:   10/06/2005
Luogo: Sala del Mappamondo, Palazzo Montecitorio




PROSPETTIVE DI USO DUALE DELLO SPAZIO



Quadro generale



La globalizzazione, insieme al nuovo clima che domina oggi le relazioni internazionali, ha portato a superare molte delle incomprensioni del passato e quello delle tecnologie applicabili per far fronte ai nuovi requisiti globali di Sicurezza è un tema che oggi si può affrontare apertamente e senza imbarazzo: è opinione, e anzi consapevolezza diffusa, che a una minaccia trasversale si debba rispondere con una equivalente trasversalità, sintonizzando e condividendo gli strumenti utili per contrastarla, compresi quelli tecnologici.

Per ottenere ciò dobbiamo essere in grado di definire congiuntamente le giuste risposte operative a tali sfide riunendo le nostre risorse e facendo leva sulla innovazione tecnologica e su politiche di approvvigionamento efficienti. A tal fine è necessario lo sfruttamento di nicchie di eccellenza tecnologiche, industriali e operative, che rendano la relativa base industriale efficiente, competitiva e produttiva tramite processi di spesa intelligente che sfruttino al meglio il concetto di "best value for money" tramite l'utilizzo di capacità tecnologiche "cost-effective".

Anche gli altri paesi europei, e in particolare la Francia, stanno decisamente puntando, nel campo dell'High-tech, sullo sviluppo di tecnologie suscettibili di uso duale. E' importante notare, peraltro, che l'attuale tendenza è quella di considerare non solo l'impiego specifico delle applicazioni militari ("defence"), ma, a fronte dell'evoluzione della minaccia imperniata sul nuovo terrorismo, anche l'impiego delle applicazioni per la protezione del territorio e delle popolazioni ("homeland security"). Accettato ormai il principio, anche in sede Agenzia Spaziale Europea e Comunità Europea, che la Sicurezza è una esigenza comune che tutti i cittadini hanno diritto di pretendere dalle istituzioni, viene così a decadere la separazione che era stata posta in passato nel settore spaziale tra il mondo civile e quello della Sicurezza.

Lo Spazio è, invece, un settore nel quale esistono molti punti in comune tra tecnologia militare e civile e quindi esso consente di sfruttare al meglio il concetto d'applicazione duale e la sinergia tra i due mondi per ottenere sistemi tecnologicamente più avanzati ad un costo inferiore con conseguenti evidenti vantaggi per entrambi.



La conoscenza della situazione



I settori tecnologici e i corrispondenti strumenti operativi che si prestano a supportare e a corroborare uno sforzo comune a tale scenario sono molteplici, ma alcuni assumono particolare rilievo.

Il primo passo da affrontare è in ogni caso quello della "conoscenza della situazione" ed a tal fine le tecnologie e i sistemi innovativi che entrano in gioco in tale campo riguardano soprattutto i settori della osservazione della Terra, delle comunicazioni e della loro sicurezza, e dei sensori associati. Nel quadro della lotta comune a una minaccia globale si tratta di tecnologie e sistemi che in molti casi sono classificabili come "dual use" e di conseguenza risultano di possibile terreno di scambio, fra Paesi e organizzazioni diverse, sia nel campo delle conoscenze di base che in quello dell'impiego.

Oggi comunque, pur se la complementarità delle varie fonti di informazione è incontestabile e la conoscenza e la conseguente valutazione della situazione si basa sempre su una sintesi delle notizie provenienti da tutte le sorgenti, la fonte più importante per tale attività è sicuramente la raccolta delle immagini di provenienza satellitare che, per loro natura, si possono facilmente inserire in una dimensione globale, riducendo i tempi per la raccolta e l'elaborazione delle informazioni. In tale contesto, i programmi di telerilevamento hanno assunto un'importanza di assoluto rilievo; infatti, gli sviluppi delle recenti crisi internazionali hanno messo in luce la necessità di disporre di sistemi di osservazione in grado di fornire un quadro di situazione affidabile e completo, idoneo a soddisfare il fabbisogno di tutti gli utenti impegnati in scenari territoriali sempre più vasti. Uno dei grandi vantaggi del satellite è, inoltre, la sua riservatezza, poiché esso permette, a differenza di un velivolo, di avere informazioni riguardanti zone geografiche ovunque nel mondo in modo discreto e non intrusivo, grazie alla sua capacità di non violare lo spazio aereo.

Le immagini satellitari, che supportano ormai da lungo tempo le tradizionali missioni militari soprattutto per la predisposizione e la proiezione delle forze nei teatri di operazione, più recentemente hanno assolto nuovi compiti affermandosi come fonte primaria di informazioni e di dati per l'assolvimento della missione istituzionale degli organismi preposti alla Difesa ed alla Sicurezza nazionale. Occorre però rilevare che la necessaria indipendenza di giudizio può essere realizzata solo se il sistema satellitare di osservazione della Terra è posto sotto il controllo nazionale: diversamente esso, per quanto efficiente, non garantisce la tempestività e l'affidabilità dei dati forniti.



Filone duale della ricerca



Per supportare questo filone della ricerca, la Difesa ha avviato la realizzazione del Piano Nazionale di Ricerca Militare e stimolato un ottimo rapporto di collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca nei confronti del quale l'Amministrazione Militare si è posta come attivo elemento di pianificazione, promozione e gestione delle attività di ricerca aerospaziale di diretto interesse, coordinando ed integrando i propri obiettivi nella compilazione delle "Linee Guida per la Politica Scientifica e Tecnologica del Governo" e attraverso la stesura del Piano Nazionale della Ricerca. Tale Piano, infatti, introduce espliciti riferimenti a settori di interesse militare, prevedendo la necessità di sviluppare tecnologie aeronautiche, elettroniche e spaziali.

In estrema sintesi, la limitatezza dei finanziamenti per Ricerca e Sviluppo in ambito Nazionale e la constatazione che gli indirizzi e le priorità programmatiche espresse nelle linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo presentano numerosi punti di validità anche per le Difesa, hanno spinto a cercare di individuare forme di integrazione della Ricerca Militare nel più ampio contesto del Programma Nazionale di Ricerca con iniziative complementari quali condivisione di risorse e definizione di particolari programmi congiunti. La sfida è pertanto caratterizzata da parametri in qualche modo opposti: la necessità di fornire capacità migliori a fronte di risorse limitate.

Da tutto quanto precede possiamo azzardare una possibile definizione di tecnologie duali: "Tecnologie il cui sviluppo ha un'immediata applicazione sia per il settore militare che per quello civile e che più fonti (Ministeri) hanno interesse a finanziare congiuntamente"
Quale esempio concreto di applicazione di tale definizione emerge il programma COSMO-SkyMed, che trova la sua applicazione sia per esigenze istituzionali (gestione dei rischi ambientali, Sicurezza e Difesa) che per applicazioni commerciali. COSMO-SkyMed rappresenta infatti la realizzazione del concetto duale in quanto esiste l'interesse ed il finanziamento da parte di due Ministeri (Istruzione Università e Ricerca e Difesa) ed ha una immediata applicazione nei due settori civile e militare. Naturalmente, in presenza della "dualità", occorre stabilire una serie di regole tra mondo civile e militare per consentire un utilizzo ottimale del sistema ed evitare che esso venga sottoimpiegato oppure che sia oggetto di conflitto tra i due mondi.

Il concetto duale è ampiamente recepito anche nel nuovo Piano Spaziale della Difesa (PSD), per il periodo 2005- 2015, recentemente approvato. I settori di interesse duale del PSD sono infatti riferiti: all'Osservazione della Terra (con l'opportunità di avviare lo sviluppo di nuovi sensori satellitari elettro-ottici: di tipo pancromatico, multispettrale ed iperspettrale e a microonde), alla Meteorologia, alle Telecomunicazioni, e alla Navigazione e Posizionamento, comprese le possibili applicazione del sistema europeo Galileo. Tale concetti duali espressi dalla Difesa verranno inseriti nel nuovo Piano Aerospaziale Nazionale, in corso di preparazione da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana, che copre il periodo 2006 - 2008 con proiezioni fino al 2015, e che pertanto sarà espressione di tutte le esigenze nazionali.



Sviluppo del progetto COSMO-SkyMed



Il Ministero della Difesa italiano e l'Agenzia Spaziale Italiana hanno saputo cogliere prima di altri le opportunità che si sono poste nel nuovo scenario internazionale. Infatti, pur se il concetto duale è sulla carta un'ottima soluzione, di fatto non esistono ad oggi sistemi satellitari di osservazione della Terra realizzati con tale capacità (se non come ricaduta a posteriori del settore civile o militare verso l'altro).

In tale contesto l'Agenzia Spaziale Italiana propose al Ministero della Difesa la partecipazione al programma COSMO-SkyMed, in corso di studio nel campo civile. Nel frattempo, verificato nei colloqui bilaterali che il Ministero della Difesa francese aveva un requisito simile a quello italiano, e tenendo conto delle esigenze civili (Ministeri della Ricerca di Italia e Francia), è stato firmato a Torino dai rispettivi Capi di Governo nel Gennaio 2001 un Accordo a tutto campo per l'Osservazione della Terra per uso duale, basato su programmi di "piccoli satelliti", con sensori radar italiani (4 satelliti COSMO-SkyMed) ed ottici francesi (2 satelliti PLEIADES). Tale accordo, dopo la ratifica del Parlamento, è divenuto legge dello Stato nel gennaio 2004.

L'Accordo Intergovernativo, inoltre, consente l'accesso della Difesa italiana al sistema militare francese HELIOS II (successore del sistema HELIOS I) in cambio dell'accesso della Difesa francese alla modalità militare di COSMO-SkyMed, consentendo di realizzare una cooperazione operativa, tra i due Ministeri della Difesa, fondata su uno scambio di risorse tra i due sistemi (diritti di programmazione e utilizzo operativo). Tale principio viene realizzato per la prima volta in Europa.

L'accordo per lo scambio COSMO-SkyMed/Helios II, tra i Ministeri della Difesa italiano e francese, verrà firmato a Parigi nel corso del prossimo Salone di Le Bourget. In questo modo l'Italia, affermando il proprio ruolo di leader nel settore dell'osservazione della Terra con sensoristica radar, raggiunge una posizione di valenza strategica paragonabile a quella della Francia, considerata la nazione europea più avanzata del settore spaziale.

L'aspetto più innovativo di COSMO-SkyMed è quindi l'applicazione duale, che si realizza attraverso la stessa fonte d'informazione (il sensore radar ad apertura sintetica); il satellite, dopo aver effettuato ed immagazzinato a bordo le riprese programmate, invia le informazioni a Centri di Terra molto simili (civile di Matera e militare di Pratica di Mare) dove esse vengono elaborate per essere in seguito distribuite ai diversi utenti operativi.



Considerazioni conclusive



L'attuale situazione politica e geostrategica mondiale è caratterizzata da focolai di tensione che possono portare a rischi e pericoli di destabilizzazione. Al pari delle altre nazioni europee, l'Italia è chiamata a collaborare alla gestione della Sicurezza, della stabilità e, specificatamente, della Difesa, anche attraverso l'uso dello Strumento Militare che in tale contesto deve garantire interventi rapidi, efficaci e risolutivi nelle zone di interesse.

Per rendere fattibile tutto ciò, la componente spaziale assume una particolare valenza, soprattutto nella misura in cui può usufruire di un livello tecnologico avanzato e di sistemi di elevatissime prestazioni, ottenuti a prezzo di un impegno oneroso e prolungato nella ricerca tecnologica di base ed applicata. Tutto ciò risulta possibile solo se si uniscono gli sforzi, tra mondo civile e militare, affrontando gli inevitabili problemi con "apertura mentale" e spirito innovativo da entrambe le parti.

L'attuazione del concetto duale, sia in campo nazionale che internazionale, è rappresentata dalla costellazione COSMO-SkyMed, di completa concezione e realizzazione italiana, che, quando operativa a partire dalla fine del 2006, consentirà di disporre di un sistema satellitare di Osservazione remota con caratteristiche molto spinte per un'autonoma capacità di valutazione della situazione su vasta scala per esigenze istituzionali: gestione dei rischi ambientali, Sicurezza e Difesa ed applicazioni commerciali.

In conclusione, con la realizzazione del sistema COSMO-SkyMed, sfruttando al meglio il concetto di "best value for money", si è effettivamente concretizzata la tanto auspicata sinergia del "Sistema Paese" in una nicchia di eccellenza tecnologica, industriale e operativa.