Attivitą del VAST
Politica industriale e ricerca italiana per lo spazio nel quadro della politica spaziale europea

Data:   10/06/2005
Luogo: Sala del Mappamondo, Palazzo Montecitorio




Desidero innanzitutto trasmettervi il saluto del professor Veredice, amministratore delegato di Telespazio il quale per sopravvenuti impegni non ha potuto partecipare a questo incontro.
Mi soffermerò nel corso del mio intervento sulla questione della sostenibilità economica di lungo periodo del GMES e su come Cosmo-SkyMed potrà fornire un contributo significativo in un contesto di mercato, di dati, di applicazioni e di servizi oggi in forte evoluzione.
Negli ultimi anni abbiamo assistito al lancio da parte dell'Esa di diversi progetti applicativi, quali il GMES Service Elements e gli Integrated projects, finanziati dalla Comunità europea. Telespazio è presente in diversi di questi progetti, non come project coordinator ma con il ruolo di service provider. Ciò consente, da un lato, di esprimere l'esperienza di situazioni sperimentate con clienti reali, in ambito sia istituzionale, nazionale o locale, sia industriale, dall'altro di portare sul mercato, in tempi reali, le innovazioni delle applicazioni e dei servizi che vengono sviluppati nell'ambito di questi progetti.
Nel campo delle alluvioni, per esempio, Telespazio sta svolgendo un proficuo lavoro con l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici, che hanno il problema, per poter riassicurare il proprio portafoglio complessivo, di disporre di una valutazione attendibile circa il rischio alluvione di un edificio. Abbiamo poi recentemente presentato al Ministero dell'ambiente un progetto hand-to-hand che va dalla rilevazione dello sversamento di idrocarburi in mare (oil spill) fino all'azione di bonifica in-situ e all'eliminazione dell'elemento inquinante.
Con la regione Abruzzo Telespazio sta realizzando un servizio di allerta e mappatura, anche catastale, per gli incendi, valutando contestualmente il rischio da frana susseguente all'incendio boschivo.
Da ultimo - ma non meno significativo, visto che si tratta, al momento, della fetta di mercato più consistente - nel campo dell'agricoltura, assieme ad Agenzia pubblica competente, Telespazio ha introdotto una maggiore osservazione satellitare integrata alle rilevazioni aeree, alla quale aggiungeremo prossimamente il sistema Telair, giunto a completamento.
Avendo lanciato una serie di progetti, lo sviluppo successivo di GMES passa ora dalla attivazione di un meccanismo virtuoso di creazione del valore per il finanziamento di nuove missioni spaziali che consentano da un lato di colmare alcuni gap in termini di tipologia e di frequenza nella disponibilità dell'informazione, dall'altro di garantire la continuità dei dati, rendendo sostenibile a lungo termine l'iniziativa.
L'attuale scarsa adeguatezza della frequenza dei dati, infatti, fa sì che ogni volta che pur in presenza di clienti interessanti, motivati da problemi operativi e con elevata propensione ad investire, ci debba limitare a realizzare progetti-pilota o a fasi di sperimentazione; pertanto sin quando l'offerta di servizi saranno basati sull'operatività di un solo satellite, senza altri satelliti di replacement e senza una prospettiva di continuità, si rischia di perdere ogni credibilità commerciale.
Gli Stati Uniti sono giunti ad un adeguato livello di sostenibilità partendo dal Landsat commercialization act del 1984, in cui Eosat sosteneva che prendendo in mano la distribuzione dei dati Landsat nell'arco di 10 anni sarebbe stato in grado di finanziare i successivi satelliti. Purtroppo come tutti sanno Landsat è ormai al termine della vita operativa (Landsat 5, ancora attivo, è al ventiduesimo anno di operatività). Più recentemente il Governo degli Stati Uniti ha messo a disposizione circa 90 milioni di dollari l'anno (destinati a tre operatori del settore) in contratti per i satelliti di prima generazione ad altissima risoluzione. Nonostante gli studi di mercato di 4-5 anni fa facessero riferimento a miliardi di dollari di mercato, per arrivare alla seconda generazione di questo tipo di satelliti è stato necessario un altro intervento da parte della NGA, che con due diverse gare ha assegnato 250 milioni di dollari per la realizzazione del satellite ed altri 250 per la fornitura dei dati nei successivi 3 anni. In funzione di due contratti di questo tipo, per un totale di 1 miliardo di dollari circa, solo due degli operatori oggi esistenti sono stati in grado di trovare sul mercato i finanziamenti necessari per poter continuare a operare. Colpisce il fatto che Space Imaging, oggi operatore leader del mercato, sia in via di estinzione, nonostante sia nel controllo della Lockheed, mentre gli altri due sono ormai sotto il controllo di fondi di investimento. Si sta di fatto avendo la conferma, per un verso, che senza un mercato istituzionale che garantisca una domanda stabile non si riesce a finanziare una missione commerciale, per l'altro che un atteggiamento imprenditoriale e di mercato e non tecnologico sembra essere più proficuo e capace di assicurare una prospettiva futura.
Per la sostenibilità di GMES Telespazio partecipa con InfoTerra, l'altro grande operatore di servizi a livello europeo, alla costruzione di una proposta, nella call attuale che scade il 13 luglio prossimo, per il progetto di long-term sustainability. Abbiamo interagito con diversi utilizzatori istituzionali, soprattutto le protezioni civili italiana e francese. Nell'ultima riunione a Londra, circa una settimana fa, è stato osservato che invece di partire dagli existing GMES services, sviluppati in ambito dell'ESA o dell'Unione europea, si potrebbe partire dai nostri progetti operativi, nei quali usiamo immagini e informazioni satellitari per evolvere da questi verso i futuri servizi GMES.
Questa osservazione ha prodotto qualche scompiglio perché tutti, nel settore, ci sentivamo abbastanza avanti nell'aver realizzato e sperimentato servizi pre-operativi nell'ambito di GMES; abbiamo però recepito il messaggio e, sebbene sia necessario razionalizzare il round segment, rendere prodotti e servizi più efficienti e standardizzare architetture, sicuramente abbiamo compreso che l'approccio corretto è quello di introdurre il processo operativo del cliente come blocco iniziale del processo di sustainability di lungo periodo. Troppo spesso dimentichiamo, dopo aver ascoltato il cliente, che non dobbiamo limitarci a fare work package user requirements per poi metterlo da parte e continuare nel nostro percorso. Come ha sottolineato il professor Vetrella, un accento ulteriore va posto sul fatto che già nella prossima fase dei progetti GMES non dovrebbero esservi utenti cofinanziati; una pubblica amministrazione che partecipi al progetto ricevendo il 50 per cento dei finanziamenti dalla Comunità europea, si trova di fatto a non impegnare un proprio contributo economico, il cui impiego, al contrario, la impegnerebbe in modo più sensibile e la indurrebbe a collaborare più strettamente per lo sviluppo del servizio di cui necessita.
Negli Stati Uniti hanno un vantaggio: il denaro viene allocato all'utente finale, l'NGA, la quale, in base al proprio obiettivo (ad esempio il progetto di mappatura satellitare del mondo nei prossimi 5 anni) presenta una richiesta specifica circa i dati, la copertura e la frequenza richiesti. Come si è detto, sono anche io convinto che sia il buon cliente a determinare un buon servizio.
Per quanto riguarda Cosmo-SkyMed, satellite con capacità tecnologiche molto avanzate, rappresenta anche un asset determinante per i servizi operativi, dal momento che permette una risoluzione variabile da uno a 100 metri e una operatività garantita e continua con ogni condizione di tempo, stante l'attrezzatura radar: con il satellite ottico, infatti, non si è attualmente in grado di garantire che nell'arco di 15 giorni si possa cogliere un certo fenomeno, cosa che si può fare con il satellite radar SAR); grazie alla costellazione di 4 satelliti sarà soprattutto garantita la continuità che, come ha sottolineato anche Stefano Bruzzi, rappresenta l'elemento essenziale per far sì che un utente operativo cambi il proprio modo di agire, investendo in risorse e in cambi di procedure senza rischi di perdite.
Queste caratteristiche sono estremamente utili per quei settori di mercato che si stanno dimostrando come i più promettenti: il rischio idrogeologico, l'oil spill e l'ambito security.
Se, dunque, GMES rappresenterà sempre di più un elemento significativo di prospettiva di investimenti dell'industria manifatturiera e dei servizi, Cosmo-SkyMed ci consentirà di partecipare a GMES in modo significativo. Cosmo-SkyMed e l'attività di sviluppo dei progetti pilota cui il professor Vetrella ha fatto riferimento, con il coinvolgimento degli utenti istituzionali (cercando di fare un po' d'ordine e di chiarire meglio i ruoli della componente istituzionale sotto il profilo sia dell'utenza, sia della ricerca e sviluppo, e di quella dell'industria) ci consentiranno di evitare quell'over up e quella mancanza di finanziamenti o di posizionamento che troppe volte abbiamo sperimentato a livello internazionale.
Oltre a potere avere una chance in ambito europeo, con ASI crediamo quindi di poter creare un posizionamento forte a livello mondiale per poter produrre ritorni di tipo sia economico sia di immagine per tutto il sistema Paese.
Grazie, signor Presidente