Attivitą del VAST
Politica industriale e ricerca italiana per lo spazio nel quadro della politica spaziale europea

Data:   10/06/2005
Luogo: Sala del Mappamondo, Palazzo Montecitorio





Desidero innanzitutto ringraziare coloro che, accogliendo l'invito del Comitato dell'Ufficio di Presidenza della Camera per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (VAST), sono presenti al seminario odierno: i relatori e tutte le persone qui convenute.

Quello odierno costituisce il settimo appuntamento seminariale organizzato dal Comitato Vast sui temi delle scelte scientifiche e tecnologiche, ed il terzo specificamente rivolto ad affrontare i temi della politica italiana in rapporto alla politica europea per lo spazio.

I temi relativi alla scienza e allo sviluppo tecnologico devono costituire parte integrante del quadro di riferimento dell'attività parlamentare. Il Parlamento, sviluppando iniziative quali le indagini conoscitive, le audizioni o i Seminari del tipo di quello odierno, intende promuovere il rapporto con gli esperti e gli esponenti del mondo imprenditoriale ed istituzionale.

Il Comitato Vast, che è espressione dell'Ufficio di Presidenza e dunque di un organo che si occupa in via generale del buon funzionamento della Camera e dei suoi procedimenti, del quale ho assunto il coordinamento per incarico del Presidente della Camera on. Pier Ferdinando Casini si è sforzato in questi anni, di far sì che l'informazione tecnica potesse utilmente essere accolta all'interno degli organi e delle procedure parlamentari, divenendo un passaggio essenziale del processo decisionale.

La conoscenza delle informazioni, in un contesto tecnologico specialistico quale quello spaziale, è necessaria per affrontare le tematiche centrali della società contemporanea, sulle quali il dibattito dell'opinione pubblica è spesso appassionato ma al tempo stesso non adeguatamente informato. Il Parlamento, in questo senso, è uno strumento fondamentale per svolgere un dibattito pubblico informato e consapevole sui grandi temi connessi alle nuove tecnologie, in tutti i campi. Da questo tipo di conoscenza dipende dunque direttamente la qualità del dibattito politico parlamentare, influenzando le stesse scelte politiche.



2. L'azione del Comitato VAST per la politica dello spazio

Come sapete, a partire dall'attuale legislatura, il Comitato Vast si occupa delle questioni attinenti la politica spaziale, partecipando, in particolare, alle iniziative del gruppo interparlamentare europeo per le politiche spaziali (EISC - European Interparliamentary Space Committee), l'organismo che riunisce i Gruppi per lo spazio di molti Parlamenti europei.

Il Comitato ha partecipato nel 2003, per incarico del Presidente della Camera, alla procedura di consultazione sul Libro Verde della politica spaziale Europea promossa dalla Commissione Europea, inviando al Commissario pro-tempore Busquin un rapporto contenente le proprie valutazioni circa il Libro Verde e le prospettive della politica spaziale europea.

La prossima settimana, dal 16 al 18 giugno si terrà a Parigi la VII Conferenza annuale dell'EISC, sotto la Presidenza del Gruppo parlamentare per lo spazio dell'Assemblee Nationale francese.

Per la preparazione di tale incontro una delegazione del Comitato, composta dagli on. Airaghi e Cialente, che rappresenteranno il VAST anche alla Conferenza di Parigi, ha presenziato ad una riunione preparatoria a Bruxelles nel febbraio scorso. Io stesso, nel marzo scorso, ho ricevuto a Roma la gradita visita del Presidente del Gruppo per lo spazio dell'Assemblee Nationale francese on. Christian Cabal.

Il Seminario di oggi risponde quindi anche all'esigenza di acquisire, anche in vista dell'incontro di Parigi, gli avvisi di alcuni dei massimi esperti nazionali del mondo della ricerca, dell'impresa e delle istituzioni italiane ed europee in tema di spazio, ponendoli a raffronto con i componenti del Comitato, i deputati interessati ed il Governo, che è oggi qui autorevolmente rappresentato dal Vice Ministro Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca on. Possa, che ringrazio della presenza.

Le relazioni scritte presentate sono in distribuzione; gli atti del Seminario saranno pubblicati in un volume edito dalla Camera ed inseriti nella pagina del Comitato nel sito internet della Camera (http://vast.camera.it/).



3. L'Italia e la politica spaziale europea

I temi che abbiamo dinanzi a noi oggi sono molteplici.

A) Come già avemmo modo di scrivere nel nostro Rapporto inviato alla Commissione Europea nel 2003, la politica per lo spazio è strategica per il futuro dell'Europa, sotto molteplici aspetti:
- perché i servizi spaziali sono essenziali per attuare le politiche settoriali dell'Unione europea;
- perché le applicazioni spaziali possono dare un contributo rilevante per migliorare la vita dei cittadini e dei consumatori, in settori cruciali quali le comunicazioni, i trasporti, l'ambiente e l'agricoltura;
- perchè il settore è rilevante per la politica industriale dell'Italia e dell'Europa, coerentemente con gli scenari della strategia di Lisbona per la promozione di un'"Europa della conoscenza".

B) Va detto con chiarezza che il contesto europeo di riferimento è delicato.
L'Europa è attraversata da una crisi che è nel contempo economica e politica.
La crisi economica non può non incidere sulla disponibilità di risorse, pubbliche e private, da impegnare per la politica spaziale.
Dall'altro lato, la questione politica riguardante la Costituzione europea - con il voto contrario di Francia ed Olanda ai referendum di approvazione del Trattato, la decisione inglese di rinviare la consultazione referendaria ed il dibattito in corso in seno all'Unione sugli esiti dei procedimenti di ratifica costituzionale nei diversi Paesi - ha una rilevanza politica di carattere generale ma che per lo spazio ha anche una valenza specifica.
La Costituzione europea ha dedicato infatti alcune norme alla politica spaziale europea, individuandola come un settore di competenza propria dell'Unione. Fatta salva la competenza concorrente degli Stati, l'Unione può condurre azioni, definire e attuare programmi nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e predisporre un Programma spaziale europeo, instaurando tutti i collegamenti utili con l'Agenzia spaziale europea. Tale assetto appare suscettibile di sviluppare ulteriormente il ruolo delle strutture dell'Unione rispetto all'attuale assetto di competenze europee in tema di spazio.
Dobbiamo perciò chiederci quali possano essere le ricadute per lo spazio dei problemi connessi alla ratifica della Costituzione europea.

C) Dal punto di vista industriale è evidente come per l'Italia lo spazio costituisca un settore industriale centrale, dove sono disponibili grandi risorse in termini di capacità di ricerca e di eccellenza tecnologica.
I dibattiti di questi ultimi mesi sulla necessità per l'Italia, nel quadro di una congiuntura economica negativa, di incrementare la propria capacità di posizionarsi in settori produttivi ad elevato know-how tecnologico trovano proprio nello spazio un esempio concreto. Non si tratta, peraltro, di un settore "inesplorato" o da costruire ma di un settore "maturo" dal punto di vista della capacità industriale e delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, dove l'Italia ha già una posizione di eccellenza, che si tratta di difendere e semmai di incrementare.
Lo spazio va visto quindi come un settore paradigmatico, dove diviene fondamentale ragionare in termini di "sistema Paese" e lavorare congiuntamente secondo le rispettive competenze - la ricerca, l'industria, la Governance istituzionale-, raccogliendo le sfide della competizione globale e sviluppando la capacità del nostro Paese di porsi efficacemente nel contesto internazionale.
La visione del Libro Bianco per la politica spaziale europea dell'Unione europea, è netta, al riguardo: le risorse e gli obiettivi nello spazio non devono riguardare solo la ricerca e lo sviluppo tecnologico, ma devono favorire la crescita di un settore industriale maturo, dove l'offerta di prodotti deve incontrare una domanda crescente di servizi concreti finalizzati ai bisogni degli utenti. In questa chiave lo spazio può divenire una vera e propria "politica a carattere orizzontale", servente rispetto alle finalità generale della politica europea, in settori rilevanti quali la gestione dell'ambiente, la sicurezza, la protezione civile, l'agricoltura, la politica estera e della difesa.
Gli obiettivi sono ambiziosi e di lungo periodo. In uno scenario in cui il mercato mondiale delle applicazioni spaziali è stimato in 350 miliardi di euro nel 2010 la politica per lo spazio deve favorire la crescita economica e la creazione di posti di lavoro e stimolare la competitività industriale. Nel contempo l'utilizzazione delle tecnologie spaziali per l'osservazione della Terra, proprie dei progetti GMES e dell'iniziativa italiana Cosmo SkyMed, nonché quelle di navigazione satellitare Galileo, consentono di lavorare concretamente per l'adozione di modelli di sviluppo sostenibile e per le politiche di sicurezza e di difesa europea (iniziative PESC e PECSD).

Per questo motivo abbiamo organizzato il dibattito con una scaletta di interventi di grande autorevolezza, articolata per settori tematici.
Ai relatori che aprono il dibattito - il Presidente dell'ASI prof. Vetrella, il Presidente del CNR prof. Pistella e l'Ing. Enrico Saggese, Direttore del coordinamento delle attività spaziali di FINMECCANICA, abbiamo chiesto di fornire uno scenario strategico per la politica spaziale, sviluppando i temi dal punto di vista delle rispettive specifiche competenze - istituzionali, della ricerca, imprenditoriali -.
Di seguito saranno brevemente approfonditi tre temi di grande rilevanza specifica per la politica spaziale europea e per il ruolo che l'Italia può svolgere in questo contesto:
- l'osservazione satellitare della Terra con l'iniziativa GMES (Global Monitoring of Environment and Security) dell'Unione europea e dell'ESA ed il progetto italiano Cosmo SkyMed - tema sul quale la delegazione del Comitato Vast svolgerà una propria relazione alla Conferenza di Parigi dell'EISC.
- le tematiche per l'indipendenza europea nell'accesso allo spazio connesse allo sviluppo del settore dei Lanciatori, per il quale abbiamo il piacere di ospitare anche il punto di vista degli amici francesi di Arianespace;
- le prospettive di uso duale, civile e militare, dello spazio, con particolare riferimento a progetto Cosmo Sky-Med.

Chiuderanno il dibattito interventi di parlamentari e del Vice Ministro on. Possa.

In considerazione della qualità e del numero di interventi invito i relatori a contenere in dieci minuti la durata dell'intervento, anche in relazione alle esigenze di trasmissione dei lavori del Seminario in diretta televisiva sul canale satellitare della Camera.